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La mostra

Tutti i materiali esposti durante le due giornate di primavera del FAI, sono stati il frutto di una selezione effettuata dalla responsabile del patrimonio Storico-culturale, artistico e Archivistico della AUSL Romagna, dott.ssa Sonia Muzzarelli che, da molti anni, raccoglie e cataloga oggetti, strumenti e materiali provenienti da tutto il bacino romagnolo.

La scelta è caduta essenzialmente sugli strumenti, per lo più di tipo medico-chirurgico, in uso negli ospedali del nostro territorio:

  • un cestello in metallo per sterilizzazione
  • strumenti chirurgici per otorino: 2 ferma lingua, 1 pinza ferma punti, 2 strumenti chirurgici
  • un misuratore di pressione in gomma
  • alcuni contenitori porta garze (a “cappelletto”) e per medicazioni estese
  • un nebulizzatore per anestesia locale
  • vetreria per analisi chimiche
  • apparecchio per pneumotorace di Forlanini
  • una arcella porta strumenti per disinfezione: speculum nasale, abbassa lingua, specchietti per laringe, divaricatore
  • arcelle reniformi porta garze (n.3 di varie dimensioni)
  • uno ptialoforo in alluminio (conosciuto anche come sputacchiera)
  • una arcella porta siringhe: due siringhe di varie dimensioni, un ago
  • contenitore in vetro con strumenti di otorinolaringoiatria: abbassa lingua, speculi auricolari,
  • specchietti, specilli
  • strumento taglia gessi
  • stetoscopio ostetrico
  • un pelvimetro
  • uno stetoscopio in bachelite

Sicuramente uno degli oggetti che ha riscosso il maggior interesse da parte del pubblico è stato quello delle garze “a cappelletto” utilizzate per le piccole medicazioni:

Le garze venivano piegate a mano dalle infermiere e suore del reparto e in Romagna c’era l’abitudine di piegarle come se fossero dei veri e propri “cappelletti di garza”: una volta messe nei contenitori appositi, venivano prelevate con delle pinzette e utilizzate per medicare i pazienti.

Un altro strumento che ha destato grande interesse è stato l’apparecchio per pneumotorace di Forlanini, che veniva utilizzato nei casi di tubercolosi:

con un tubo si arrivava alla pleura, si riempiva d’aria in modo che il polmone cominciasse ad afflosciarsi, smettendo di funzionare; in questo modo si fermava la tubercolosi in quel polmone.

Con questo strumento era possibile controllare i valori delle pressioni esercitate durante l’operazione di svuotamento della pleura.

I due strumenti legati alla maternità, lo stetoscopio ostetrico e il pelvimetro, hanno sorpreso visitatori e visitatrici per la loro semplicità che metteva in secondo piano, a torto, la loro importanza quali strumenti di valutazione utilizzati per verificare che la gravidanza proseguisse nei migliore dei modi.

Un altro stetoscopio presente alla mostra aveva la particolarità di terminare con una parte in bachelite che permetteva al medico di appoggiarlo sul corpo del paziente senza che il paziente avesse una reazione in quanto la bachelite non risultava fredda al tatto.